Oltre al danno la beffa: indagato l’autista di Parma aggredito da immigrati,rischia…..

Parma, 6 set – L’autista aggredito a Parma da un gruppo di immigrati è indagato per percosse. Da vittima, quindi, lo hanno trasformato in carnefice. Perché sarebbe stato il primo a sferrare qualche calcio agli immigrati che avevano accerchiato il suo autobus. Non importa se lo ha fatto per difendersi, se lo ha fatto per difendere il suo mezzo dall’aggressione di una folla incattivita.

L’immigratoun senegalese che ha riempito di botte l’autista facendolo finire all’ospedale con 7 giorni di prognosi, lo ha denunciato per percosse e lui ora è indagato. Dal momento che nei video diffusi si vede come effettivamente il 51enne, in servizio da 30 anni e mai un rimprovero, abbia tirato qualche calcio, si pensa che la formalizzazione delle accuse sia un atto dovuto, che non mette in discussione l’aggressione subita dall’autista. Tuttavia è sintomatica delle follie di un’Italia ormai in preda alla legge della giungla, dove è diventato reato anche difendersi.

La Procura di Parma, infatti, sembra stia avvalorando la versione data dal 19enne senegalese, secondo il quale l’autista prima ha tentato di investirlo e poi lo ha insultato e malmenato. Testimonianza che è stata supportata anche dalla versione della mediatrice culturale Dafne Lifethug, ma che viene smentita dai video pubblicati dove si vede chiaramente come non sia stato l’autista a iniziare la rissa.

Lo stesso autista, nel raccontare come siano andate le cose, al Giornale ha dichiarato: “Forse se la sono presa perché provavo a farli spostare dalla banchina. Quando sono arrivato erano seduti in mezzo alla piazzola di sosta a bivaccare. Ho suonato il clacson, ma non si muovevano. Allora ho cercato di evitarli con alcune manovre e sono andati su tutte le furie. Loro dicono che andavo forte, ma per entrare in quella corsia devo fare manovra, è impossibile entrare veloce. Si arriva piano”.

Ma quel che è più drammatico in tutta questa vicenda, è il fatto che ormai a Parma la situazione sia diventata ingestibile. Lo dimostrano i recentissimi fatti di cronaca poco raccontati dai grandi giornali, come il cuoco pachistano aggredito da un 30enne originario della Guinea già destinatario di un’Ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Palmi per essere il responsabile del reclutamento di stranieri da utilizzare nella raccolta degli agrumi nei territori della provincia di Reggio Calabria. O ancora, dalla coppia di fidanzati derubati e picchiati in piazza Duomo da un 27enne algerino e una minorenne marocchina.